ATTENZIONE!

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l'uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un'offerta o un invito a comprare o a vendere titoli. I titoli potrebbero scendere. Tutte le informazioni tratte da questo blog si intendono da Voi utilizzate a Vostro rischio e pericolo. Tutti i consigli valgono per il lungo periodo (uguale o superiore a 2 anni), qualora non intervengano importanti avvenimenti per le società . Non si garantisce l'accuratezza dei dati pubblicati. Ci scusiamo per eventuali errori di ortografia e grammatica. Questo blog viene pubblicato senza alcuna periodicità e non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62/2001. Si declina ogni responsabilità, diretta e indiretta, nei confronti degli utenti e in generale di qualsiasi terzo, per eventuali ritardi, imprecisioni, errori, omissioni, danni derivanti dai posts o dai commenti dei visitatori, che verranno rimossi se offensivi e oggetto di possibili azioni legali. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi agli autori, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.

lunedì, febbraio 27, 2012

STIPENDI DEGLI ITALIANI: DA FAME

Gli stipendi degli italiani secondo Eurostat sono da fame.

Siamo al 12° posto tra i Paesi dell'area Euro.

Nonostante il taglio degli stipendi dei dipendenti pubblici, fa meglio di noi anche la Grecia.

Tra i PIIGS fanno meglio di noi anche Spegna e Irlanda, solo in Portogallo ci sono stipendi più bassi.

Fanno peggio di noi anche Malta, Slovenia, ma Cipro ci supera.

Il bello è che in Germania, Olanda e Lussemburgo gli stipendi sono doppi dei nostri.

La cosa più scandalosa è che da noi gli stipendi non crescono: dal 2005 sono cresciuti solo del 3,3% ( grazie anche al blocco degli stipendi per gli statali e alla crescita in modo esponenziale dei contratti a tempo determinato).

In Spagna nello stesso periodo sono cresciuti di quasi il 30%, in Portogallo del 22%, in Francia del 10%.

2 commenti:

Giorgio ha detto...

Ciao Salvatore,
il discorso degli stipendi italiani è molto spesso trattato in maniera fuorviante, in quanto siamo l'unico popolo in Europa a riferirsi sempre allo "stipendio netto", mentre il resto dell'Europa (e del mondo) parla sempre del "lordo".
Premetto che sono un ingegnere che lavora in Germania da un anno, ho 8 anni di esperienza, in Italia prendevo un lordo di circa 3100 € al mese, pari a poco più di 2000 € netti. In Germania lavoro meno ore (35 h/settimana contro le 40 italiane) e, come manager, guadagno un lordo di 4700 €, che è pari a un netto di 2700 €. Se lo moltiplichiamo per 1,14, per compensare le 5 ore settimanali in meno, arrivo a 3078 €/mese, che non sono assolutamente il doppio di quanto prendevo in Italia.
Le spese generali sono leggermente maggiori che in Italia, la pressione fiscali qui è maggiore, ci sono più servizi (ma il treno costa più del doppio rispetto all'Italia, per esempio), e ricordo, infine, che NON ESISTE il TFR (e quindi noi italiani tendiamo a dimenticarci sempre di quei soldi, che mai mettiamo nel calcolo di ciò che guadagnamo ogni mese).

PETRSALVATORE ha detto...

Se fosse così cosa è andato a fare in Germania?
Il suo potrà essere un caso limite, ma nel nostro articolo i riferimenti erano uguali per tutti i Paesi e, quindi, non esiste il problema dello stipendio lordo e netto.
Lavorare meno ore fa lavorare più persone ecco perchè in Germania la disoccupazione è del 5,7%, mentre in Italia è superiore. Se aggiungiamo chi non cerca più lavoro la disoccupazione italiana è quasi quattro volte quella tedesca.


Calendario Economico fornito da ForexPros - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa

ForexProsTassi di cambio incrociati forniti da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex