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venerdì, gennaio 26, 2018

CLASSIFICA DEBITO/PUBBLICO 2017 DELL'OCEANIA

Ecco la classifica 2017 del debito pubblico in rapporto al PIL in Oceania:

1)  Nuova Zelanda           63,4%
2)  Australia                     27,6%
3)  Papua Nuova Guinea  11,0%


Non sono disponibili i dati di Figi, Isole Salomone, Vanuatu, Isole Marshall, Micronesia, Kiribati, Nauru, Palau, Samoa, Tuvalu e Tonga.

giovedì, gennaio 25, 2018

CLASSIFICA 2017 DEBITO/PIL AMERICA

Ecco la classifica 2017 del debito pubblico in rapporto al PIL in America:

1)  Barbados      109,9%
2)  Giamaica      108,4%
3)  Stati Uniti     100,0%
4)  Canada          84,4%
5)  Venezuela      65,7%
6)  Costarica       60,3%
7)  El Salvador   55,2%
7)  Brasile           55,2%
9)  Nicaragua      49,6%
10) Trinidad        43,8%
11) Honduras       39,6%
12) Messico        38,0%
13) Argentina      36,9%
14) Ecuador         34,6%
15) Bolivia          33,8%
16) Panama         33,2%
17) Guatemala     27,6%
18) Colombia      26,4%
19) Uruguay        21,6%
20) Paraguay       16,7%
21) Perù              10,4%
22) Cile                4,2%


Non sono disponibili i dati di Antigua e Barbuda, Bahmas, Dominica, Saint Kids and Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Granadine, Haiti, Belize, Guyana, Guyana Francese e Suriname

mercoledì, gennaio 24, 2018

CLASSIFICA 2017 AFRICA DEBITO/PIL

Ecco la classifica 2017 del debito pubblico in rapporto al PIL in Africa (nel seguente link trovate la classifica europea: http://petsalvatore.blogspot.com/2018/01/classifica-europea-debitopil-2017.html):

1)  Sudan             114,4%
2)  Marocco           94,3%
3)  Mauritius         89,6%
4)  Tunisia              80,3%
5)  Egitto                73,3%
6)  Ghana               66,5%
7)  Kenia                49,9%
8)  Zambia             45,8%
9)  Costa d'Avorio  44,6%
9)  Sud Africa        44,2%
11) Etiopia             34,6%
12) Namibia          31,8%
12) Uganda        nn28,5%
14) Tanzania         25,5%
15) Mozambico    24,8%
16) Mali               24,8%
17) Malawi          24,0%
19) Gabon            22,6%
19) Seychelles      21,5%
20) Nigeria          19,4%
21) Camerun        16,4%
22) Botswana         8,4%
23) Algeria            3,1%
24) Guinea Equat  1,6%
25) Libia              -6,9%

Non sono disponibili i dati di Capo Verde, Comore, Sao Tome e Principe, Zimbabwe, Gibuti, Burundi, Rwanda, Gambia, Sahara dell'Ovest, Mauritania, Guinea Bissau, Guinea Congo-Brazzaville, Sierra Leone, Liberia, Leshoto, Burkina Faso, Togo, Benin, Niger, Ciad , Repubblica Centrafricana, Sudan del Sud, Congo, Eritrea, Somalia, Zimbabwe, Swaziland, Lesotho e Madagascar

martedì, gennaio 23, 2018

CLASSIFICA DEBITO/PIL 2017 ASIA

Ecco la classifica 2017 del debito pubblico in rapporto al PIL in Asia (qui invece trovate quella dell'europa: http://petsalvatore.blogspot.com/2018/01/classifica-europea-debitopil-2017.html):

1)  Giappone      273,1%
2)  Siria              135,6%
3)  Cipro            108,2%
4)  Libano             96,7%
5)  Singapore        91,5%
6)  Sri Lanka        81,9%
7)  Israele             80,5%
8)  Bahrein           72,7%
9)  Malesia           69,6%
10) Giordania       68,1%
11) Tailandia        60,0%
12) India              55,6%
13) Taiwan           50,9%
14) Yemen            48,0%
15) Pakistan          46,6%
16) Filippine        44,5%
17) Vietnam         44,3%
18) Turchia          36,2%
19) Bangladesh    26,7%
20) Indonesia       26,4%
21) Kazikistan     26,0%
22) Corea Sud     24,5%
23) Cina              18,3%
24) Iran               16,5%
24) Uzbekistan    16,5%
26) Qatar             16,0%
27) Emirati           14,8%
28) Arabia           14,5%
29) Russia             7,9%
30) Azerbaijan      3,5%
30) Kuwait           3,5%
31) Oman             1,6%

Non sono disponibili i dati di Armenia, Mongolia, Corea del Nord, Buthan, Maldive, Nepal, Palestina, Afganistan, Tagikistan, Turkmenistan, Kirgizistan, Iraq, Brunei, Timor est, Birmania, Myanmar, Laos e Cambogia

lunedì, gennaio 22, 2018

CLASSIFICA EUROPEA DEBITO/PIL 2017

Ecco la classifica 2017 del debito pubblico in rapporto al PIL in Europa:

1)  Portogallo     170,2%
2)  Irlanda          155,3%
3)  Grecia           143,5%
4)  Italia             123,3%
5)  Belgio           113,7%
6) Cipro             108,2
7)  Regno Unito 108,0%
8)  Francia         106,0%
9)  Islanda           105,5
10) Serbia           105,1%
11) Spagna           96,8%
12) Austria          93,2%
12) Ungheria       89,2%
14) Germania      86,8%
15) Olanda          82,8%
16) Croatia          72,6%
17) Malta            79,5%
19) Albania         59,7%
19) Norvegia        54,5%
20) Bosnia           54,4%
21) Cechia           54,3%
22) Polonia          53,0%
23) Bielorussia    52,4%
24) Finlandia       52,1%
25) Ucraina         52,1%
26) Slovacchia    52,0%
27) Danimarca    48,4%
28) Lettonia        46,2%
29) Lituania        45,4%
30) Romania       43,8%
31) Slovenia        42,0%
32) Turchia         36,2%
33) Svezia           32,0%
34) Kazakhstan   26,0%
35) Lussemburgo21,4%
36) Macedionia   20,7%
37) Bulgaria        17,4%
38) Estonia          16,7%
39) Moldova        11,9%
40) Russia             7,9%
41) Azerbaijan      3,5%

Non sono disponibili i dati di Georgia, Armenia, Andorra, Lussemburgo, Monaco, Montenegro, Kosovo, Liechtenstein e San Marino






domenica, febbraio 12, 2017

IL DEBITO PUBBLICO AMERICANO SUPERIORE A QUELLO DEL 1948 E DEL 1944

Il debito pubblico americano continua a crescere.

Il rapporto debito pubblico/pil raggiunge il 104,17%.

Questo livello è stato superato solo nel 1945, nel 1946 (dove ha raggiunto il suo massimo storico a 121,7%) e nel 1947.

Addirittura nel 1944 e nel 1948 il debito era inferiore al 100%.

Dopo il 1948 il debito ha continuato a scendere sino al 1974, anno in cui si è attestato al minimo storico di 31,7%.

Dal 1975 si è avuta una crescita quasi continua sino ai livelli di oggi.




sabato, febbraio 04, 2017

LA FAVOLA DELLA DIMINUZIONE DELL'ETA' PENSIONABILE CHE PRODUCE DEBITO

Sento dire da più parti che la diminuzione dell'età pensionabile che produce debito.

E' vero il contrario che l'aumento dell'età pensionabile produce debito (basta vedere cosa è successo al debito pubblico a seguito di tutte le controriforme delle pensioni).

Diminuendo l'età pensionabile i primi effetti positivi si avrebbero nel breve periodo, mentre nel lungo periodo sarebbero ancora più evidenti.

Vediamo il perchè:

1) il debito da solo e non rapportato al pil non serve a nulla;

2) la diminuzione dell'età pensionabile farebbe guadagnare gli anziani con la pensione e i giovani che troverebbero lavoro;

3) entrambi spenderebbero, (i primi non più preoccupati per i figli e i secondi perché lavorano), farebbero migliorare l'economia e quindi anche il pil;

4) con l'aumento dei consumi aprirebbero nuove attività e anche le tasse pagate;

5) di conseguenze all'inizio aumenterebbe il pil e quindi il rapporto debito pil e poi diminuirebbe il debito pubblico con un ulteriore riduzione di tale rapporto.

venerdì, agosto 26, 2016

ITALIA AL 5° POSTO PER RAPPORTO DEBITO/PIL NEL MONDO

L'Italia nel 2015 è al 5° posto per rapporto debito/pil nel mondo.

Ha infatti un valore pari al 135,8.

Superano il Bel Paese solo altri 4 Stati.

Al top abbiano il Giappone con il 227,9%, seguito dallo Zimbabwe al 205,3%, dalla Grecia al 171,3 dal Libano con 138,8%.

sabato, aprile 09, 2016

DEF: LA PREVISIONE SUL PIL ERA SBAGLIATA DEL 25%

Va bene tutto, ma sbagliare la previsione del 25% è un po' troppo.

Con il Def si passa infatti dalla previsione del +1,6% a quella più modesta del +1,2%.

Non sappiamo come facciano a dare i numeri per gli anni successivi addirittura sino al 2018 se possono fare errori così grossolani.

Anche la previsione sulla riduzione del debito è rivista al ribasso e secondo il documento si ridurrà al 132,4%. 

Non sappiamo tuttavia se ci sarà ancora l'apporto del job act che ha drogato il mercato e pensiamo che le privatizzazioni potrebbero essere un boomerang per la riduzione del debito a lungo termine.

sabato, marzo 12, 2016

SOLDI DELLA BCE AI POVERI AL POSTO CHE SUI TITOLI

Nel link trovate la quantità di titoli acquistati dalla BCE:
60.000.000.000 al mese

In quest'altro invece gli abitanti dell’Europa nella zona Euro: https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_euro.
abitanti eurozona 337.000.000
60.000.000.000 : 337.000.000=178€ AL MESE

Qui infine quanti sono i poveri della UE: HTTP://WWW.WEST-INFO.EU/IT/QUANTI-SONO-I-POVERI-NEI-PAESI-UE/.
SONO 124 500 000
60.000.000.000 : 124.500.000=481,93 AL MESE.

Dare soldi ai poveri della zona euro avrebbe sicuramente più effetto dell'acquisto di titoli che non servirà a migliorare l'economia.

Con quei soldi anche i poveri spenderebbero il che permetterebbe di aprire più fabbriche che pagherebbero più tasse e si creerebbe un circolo vizioso che farebbe migliorare l'economia, crescere il pil e conseguentemente diminuire il debito.

lunedì, marzo 07, 2016

IL BRASILE IN CRISI MA LA BORSA SEMBRA NON ACCORGERSI

Il Brasile dicono che è in crisi: http://www.repubblica.it/economia/2016/03/03/news/il_brasile_e_nella_peggior_crisi_da_un_quarto_di_secolo-134698125/.

I dati fondamentali della crescita del pil non lasciano dubbi (-5,9%), ma altri dati non sono così male ad esempio il debito pubblico e la disoccupazione): http://indicidelleborse.altervista.org/brasile.html.

La borsa se in a inizio anno sembrava propendere per il peggio, nell'ultimo periodo sembra non accorgersi di questa crisi e addirittura rimbalza violentemente sopra l'importante supporto che aveva rotto: http://indicidelleborse.altervista.org/bovespabrasile.html.

Il Bovespa è ancora in trand positivo di lungo periodo.

Questo significa o che i dati non sono così brutti o che a breve ci sarà un inversione del trand.

Per ora non ci azzarderemmo ad investire su questo mercato e guarderemmo piuttosto ai mercati vicini come il il Merval argentino (http://indicidelleborse.altervista.org/mervalargentina.html), ma solo al superamento dell'ennesima resistenza o l'Ipc messicano (http://indicidelleborse.altervista.org/ipcmessico.html) che ha anche fondamentali migliori (http://indicidelleborse.altervista.org/messico.html).

mercoledì, marzo 02, 2016

ECCO PERCHÉ' LA ROMANIA HA SUPERATO L'ITALIA

Per l'agenzia cinese Dagong la Romania ha rating BBB- con outlook stabile: http://petsalvatore.blogspot.it/2016/02/dagong-premia-la-romania-con-un-bbb-e.html.

L'Italia invece per la stessa agenzia di rating è BBB- con outlook negativa.

In pratica da qualche giorno la Romania ha superato l'Italia.

I motivi sono:

La Romania ha una crescita del pil del 3,7% mentre l'Italia si ferma allo 0,8%.

La Romania ha un debito/pil del 39% mentre l'Italia ha questo valore di oltre tre volte superiore (132,5%)

In Romania la disoccupazione è del 6,5% mentre in Italia è del 11,5%.

Per quanto riguarda il tasso di occupazione, quello del nostro Paese è del 56,8%, mentre quello della Romania è del 63,2%.

sabato, novembre 07, 2015

CON OBAMA E' MIGLIORATA LA SITUAZIONE IN USA?

Avevamo detto che se Obama avesse mantenuto le promesse gli USA si sarebbero risollevati: http://petsalvatore.blogspot.it/2008/11/vittoria-di-obama-e-cambiamento-di-idea.html.

La disoccupazione, infatti,  scende al 5% e vengono creati nuovi posti di lavoro: http://www.corriere.it/economia/15_novembre_06/usa-disoccupazione-scende-5percento-0e728e44-84a0-11e5-b29e-3b4e1335d833.shtml.

Ci dispiace che la promessa sulle guerre non sia stata mantenuta anche se il sistema sanitario è stato migliorato.

I dati USA sono un po' contrastanti: alcuni sono notevolmente migliorati, mentre altri invece sono molto peggiorati.

Se la disoccupazione è scesa di molto, il debito/pil è salito al 91,8%, mentre il pil è cresciuto del 3,9%.







domenica, ottobre 18, 2015

FONDAMENTALI DEL BRASILE: ALTALENANTI

Confrontando i fondamentali del Brasile rispetto a quelli di 4/5 anni fa ci accorgiamo che sono alcuni sono peggiorati, mentre altri sono migliorati.

Il debito è sceso dal 57,8% al 55% e l'occupazione è aumentata dal 75,84 al 78,76%.

Il deficit/pil, invece, è salito dal 3,5% al 5,5% e la crescita del pil si è quasi arrestata mentre nel 2011 era del 4,2%.

Il Brasile, infine, ha un'inflazione ancora elevata del 9,5%.

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giovedì, aprile 16, 2015

IL QUANTITATIVE EASING NON SERVE A NIENTE

Il quantitative easing non serva a niente.

Lo adottò il Giappone prima del 2000.

Il Giappone ora ha un debito/Pil di oltre il 200%, tassi vicini allo zero e un pil negativo di oltre l'1%.

Lo hanno adottato gli Stati Uniti e la situazione è migliorata.

Noi crediamo che l'economia USA non sia migliorata per il quantitative easing, ma per le riforme che ha fatto Obama.

Visto che in Italia si stanno facendo solo riforme sbagliate, crediamo che questa operazione per il nostro Paese non servirà proprio a nulla.

martedì, luglio 29, 2014

martedì, marzo 18, 2014

PERCHE' NON DIAMO IL JOB ACT AI TEDESCHI?

La Merkel è impressionato dalle riforme che Renzi vuole portare avanti.

La cancelliera tedesca è impressionata soprattutto dal job act: http://www.lastampa.it/2014/03/17/italia/politica/incontro-renzimerkel-a-berlino-alfano-litalia-sa-che-cosa-fare-0sKSIRdXo6Z6gczQ7UysMO/pagina.html.

Allora perché non diamo il job act ai tedeschi.

Vediamo se saranno così contenti.

Il job act aumenterà la precarietà grazie all'abuso dei contratti a termine che non prevederanno nemmeno la motivazione.

Queste misure diminuiranno ancora i consumi con conseguente riduzione del pil e aumento del rapporto debito/pil.

sabato, marzo 01, 2014

JOB ACT: PRODURRA' ANCORA PIU' DISOCCUPAZIONE

Il job act di Renzi produrrà ancora più disoccupazione.

Non ci sono bastati Berlusconi, Monti e Letta, ora ci vuole la ricetta sbagliata del Governo Renzi.

Le uniche misure che aumenteranno l'occupazione sono quelle che permetteranno ai giovani di spendere.

Per far questo bisogna farli lavorare mandando in pensione prima gli anziani.

Bisognerà, inoltre, introdurre un reddito di cittadinanza.

In questo modo si creano nuovi bisogni sia per gli anziani, sia per i giovani e sia per chi non ha lavoro.

Le aziende lavoreranno di più e aumenterà il pil.

L'aumento del pil farà scendere il rapporto debito/pil (ma gli altri lo chiamano solo debito per confonderci).

giovedì, gennaio 09, 2014

I GIOVANI LAVORANO SEMPRE DI MENO: 41,6% DI DISOCCUPATI TRA I 15 e i 24 ANNI

La disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni raggiunge il  41,6%: http://www.istat.it/it/archivio/109133.

Ha raggiunto così il record della serie storica dal 1977.

Questo è il risultato delle scellerate riforme delle pensioni che ha portato ad una disoccupazione giovanile pazzesca (e non si tiene conto degli inattivi).

Le riforme delle pensioni hanno portato anche ad un aumento del rapporto debito/Pil perchè ovviamente diminuendo il Pil cresce il debito (chissà come mai quasi tutti chiamano semplicemente debito questo rapporto? forse per non far capire?).

Nell'articolo si dice anche che l'occupazione generale diminuisce di 448.000 unità su base annua e che la disoccupazione cresce al 12,7%.

Considerando che gli inattivi sono il 36,4% (dato più alto in Europa) coloro che non lavorano sono il  39,1% nella fascia di età 15-64 anni.


sabato, gennaio 04, 2014

BRUNEI: DEBITO PUBBLICO INESISTENTE

Il sultanato del Brunei è inserito tra i migliori Paesi  per Debito/Pil secondo Ilsole24ore: http://www.ilsole24ore.com/art/2013/2013-12-27/i-migliori-brunei-debito-pubblico-24percento-220641.shtml.

Beh! Pur essendo  una monarchia ereditaria e non avendo elezioni da molto tempo, lo Stato è interessante anche per altri motivi.

Il tasso di disoccupazione è solo dello 2,6%.

Ha una popolazione molto giovane con una percentuale degli over 55 di poco superiore all'11%.