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domenica, gennaio 09, 2022

Domani disoccupazione, dopodomani vendite al dettaglio

Domani verranno pubblicati i dati sul tasso di disoccupazione in Italia che era al 9,4% e in Ue che era al 7,3%.

Dopodomani le vendite al dettaglio che erano anno su anno al 3,7% e mese su mese allo 0,1%.

domenica, gennaio 03, 2021

Cosa prevede il recovery fund per l'Italia

Il recovery fund è costituito da 750 miliardi di euro reperiti attraverso debito garantito dall'Unione Europea.

Una parte è costituita da prestiti pari a 360 miliardi (dovevano essere 250) e da sovvenzioni 390 miliardi (dovevano essere 500).

L'italia che insieme alla Spagna ha ottenuto di più avrà 208,8 miliardi di euro di cui 127,4 di prestiti, mentre il resto sarà a fondo perduto.

I soldi verranno erogati solo dopo la presentazione del piano annuale delle riforme che dovrà essere approvato dalla Commissione Europea e se gli obiettivi concordati nel piano saranno raggiunti. Il 37% del piano dovrà contribuire alla transazione verde, il rimanente alla coesione economica e competitiva, alla coesione sociale e territoriale, alla reazione e preparazione alla crisi e alle politiche per le nuove generazioni,

Il 60% sarà erogato entro il 2020, metre il rimanente 40% entro il 2024.

L'Italia potrà chiedere un prefinanziamento del 13%.

lunedì, gennaio 22, 2018

CLASSIFICA EUROPEA DEBITO/PIL 2017

Ecco la classifica 2017 del debito pubblico in rapporto al PIL in Europa:

1)  Portogallo     170,2%
2)  Irlanda          155,3%
3)  Grecia           143,5%
4)  Italia             123,3%
5)  Belgio           113,7%
6) Cipro             108,2
7)  Regno Unito 108,0%
8)  Francia         106,0%
9)  Islanda           105,5
10) Serbia           105,1%
11) Spagna           96,8%
12) Austria          93,2%
12) Ungheria       89,2%
14) Germania      86,8%
15) Olanda          82,8%
16) Croatia          72,6%
17) Malta            79,5%
19) Albania         59,7%
19) Norvegia        54,5%
20) Bosnia           54,4%
21) Cechia           54,3%
22) Polonia          53,0%
23) Bielorussia    52,4%
24) Finlandia       52,1%
25) Ucraina         52,1%
26) Slovacchia    52,0%
27) Danimarca    48,4%
28) Lettonia        46,2%
29) Lituania        45,4%
30) Romania       43,8%
31) Slovenia        42,0%
32) Turchia         36,2%
33) Svezia           32,0%
34) Kazakhstan   26,0%
35) Lussemburgo21,4%
36) Macedionia   20,7%
37) Bulgaria        17,4%
38) Estonia          16,7%
39) Moldova        11,9%
40) Russia             7,9%
41) Azerbaijan      3,5%

Non sono disponibili i dati di Georgia, Armenia, Andorra, Lussemburgo, Monaco, Montenegro, Kosovo, Liechtenstein e San Marino






sabato, febbraio 25, 2017

SFORAMENTO DEFICIT/PIL PAESI UE.

Solo 3 Paesi U.E. tra il 2007 e il 2015 secondo la Cgia non hanno sforato mai il deficit/pil e sono Estonia, Lussemburgo e Svezia.

Spagna, Regno Unito e Francia lo hanno fatto sempre nel periodo: 8 volte.

Croazia, Grecia e Portogallo lo hanno fatto per ben 7 volte (quasi sempre).

L'Italia lo ha fatto solo 3 volte.

Forse sarà questo il motivo per cui nel nostro Paese ill pil aumenta meno di tutti i paesi U,E,?

Se queste politiche di austerità hanno contribuito a peggiorare i conti e ad aumentare la disoccupazione che senso ha rispettarle questo parametro e non sarebbe il caso di eliminare questo vincolo?

Come mai solo il nostro Paese rischia sanzioni? Forse perché ha un governo debole?

mercoledì, febbraio 15, 2017

I PAESI NON SOSTENIBILI SECONDO DPAM

Ecco la lista dei Paesi non sostenibili secondo Dpam dal migliore al peggiore:

1) Francia
2) Slovenia
3) Giappone
4) Spagna
5) Estonia
6) Cechia
7) Portogallo
8) Stati Uniti
9) Polonia
10) Lituania
11) Italia
12) Slovacchia
13) Ungheria
14) Cile
15) Grecia
16) Turchia
17) Messico

martedì, gennaio 31, 2017

DISOCCUPAZIONE: COSA ASPETTANO A RIDURRE L'ETA' PENSIONABILE

La disoccupazione è un vero problema.

Il job act non ha risolto proprio un bel nulla.

Sarebbe utile invece ridurre l'età pensionabile.

La riduzione deve essere vera e senza oneri per chi lascia il lavoro prima.

L'ape come il job act non servirà a nulla: http://petsalvatore.blogspot.it/2016/12/lape-anticipo-pensionistico.html.

La disoccupazione infatti in Italia è al 12%.

Nell'Eurozona invece è al 9,6% (in calo dello 0,1% rispetto al mese precedente e in calo dello 0,9% su anno).

La disoccupazione giovanile in Italia sale addirittura al 40,1% (+ 0,2% su mese).


mercoledì, gennaio 04, 2017

ITALIA IN DEFLAZIONENEL 2016 DOPO 57 ANNI

Il 2016 dell'Italia chiude in deflazione.

Una cosa del genere non si verificava da ben 57 anni (nel 1959).

Il calo è dello 0,1%.

Tutto questo nonostante il balzo dell'ultimo mese che ha fatto registrare un +0,4% rispetto a novembre.

Il balzo dell'ultimo mese è dovuto soprattutto agli energetici.

I dati sono ancora provvisori.

lunedì, dicembre 05, 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE: LA BORSA NON CROLLA

Prima del referendum molti giornali anche non finanziari prevedevano il crollo della borsa in caso di vittoria del no al referendum.

Su che base facevano questa previsione non è dato saperlo.

In fondo il referendum lascia le cose come stanno e non peggiora la Costituzione.

Una vittoria del si sarebbe stato, invece, un problema.

Infatti si sarebbe approvata una riforma costituzionale pasticciata, pericolosa e che avrebbe rallentato l'iter delle leggi.

In quel caso l'Italia avrebbe avuto problemi che si sarebbero ripercosso anche sull'economia e, quindi, sulle borse.




sabato, ottobre 22, 2016

FITCH RIDUCE L'OUTLOOK DELL'ITALIA A NEGATIVO

Fitc mantiene il rating dell'Italia a BBB+, ma riduce l'outlook da stabile a negativo.

La motivazione principale che il Pil aumenterà meno delle previsioni (0,8% nel 2016 contro una previsione dell'1% e 0,9% contro un 1,3%).

In questi due anni ci sarà ancora un aumento del debito pubblico.

Il rating di Fitch è superiore a quello di Dagong: http://petsalvatore.blogspot.it/2016/10/dagong-mantiene-litalia-bbb-con-outlook.html.

mercoledì, ottobre 12, 2016

DAGONG MANTIENE L'ITALIA A BBB- CON OUTLOOK NEGATIVO MA MOTIVAZIONI PREOCCUPANTI

Dagong mantiene l'outlook dell'Italia a BBB- con outlook negativo.

Le motivazioni soprattutto quelle in premessa sono preoccupanti.

Si dice che a breve termine ci sarà un'incertezza politica, che l'economia continua a traballare e che i rischi nel settore bancario sono in tutto il settore, tanto che il debito pubblico potrebbe diventare insostenibile.

In questo link potete leggere tutto il testo iscrivendovi al sito: http://en.dagongcredit.com/Upload/File/201610/361a88f6fd0d404b928e1072d82d98db.pdf.

Dagong mantiene anche al Spagna a BBB+ con outlook stabile, mentre fa passare il rating del Turkmenistan da BBB+ stabile a BBB+ negativo.

lunedì, ottobre 10, 2016

PRODUZIONE INDUSTRIALE AD AGOSTO IN ITALIA!?!?!?

Leggiamo questa notizia e sembra ottima: http://www.repubblica.it/economia/2016/10/10/news/balzo_inatteso_della_produzione_industriale_ad_agosto-149460253/.

Prima di giudicarla bisognerebbe aspettare settembre.

Esaltarsi per una variazione della produzione industriale ad agosto in Italia non ha senso.

Ci rendiamo conto che in questo periodo la maggior parte delle industrie mandano i propri dipendenti in ferie e molte sono chiuse.

Magari le migliori sono rimaste aperte.

Sicuramente le peggiori hanno mandato i dipendenti in ferie e/o sono rimaste chiuse.


giovedì, settembre 01, 2016

IL BOLLETTINO DI GUERRA DELL'OCCUPAZIONE

Ecco cosa scrive Luigi di Maio sull'occupazione:http://www.ilblogdellestelle.it/il_bollettino_di_guerra_della_disoccupazione.html?utm_medium=push_notification&utm_source=rss&utm_campaign=rss_pushcrew.

Alcuni giornali si concentrano erroneamente sul calo della disoccupazione.

Come più volte detto la disoccupazione dovrebbe essere eliminata dai dati statistici, perché non tiene conto di chi non cerca più lavoro (gli inattivi).

Questo mese in Italia infatti è calata la disoccupazione, ma sono aumentati gli inattivi ed è calata anche l'occupazione.

venerdì, agosto 26, 2016

ITALIA AL 5° POSTO PER RAPPORTO DEBITO/PIL NEL MONDO

L'Italia nel 2015 è al 5° posto per rapporto debito/pil nel mondo.

Ha infatti un valore pari al 135,8.

Superano il Bel Paese solo altri 4 Stati.

Al top abbiano il Giappone con il 227,9%, seguito dallo Zimbabwe al 205,3%, dalla Grecia al 171,3 dal Libano con 138,8%.

domenica, agosto 14, 2016

IN ITALIA IL 97% DELLE FAMIGLIE PEGGIORA IL PROPRIO REDDITO

In tutte le economie occidentali e in quella del Giappone la maggior parte delle famiglie peggiora il proprio reddito disponibile negli ultimi 10 anni secondo il rapporto McKinsey.

Questo non era mai accaduto dal dopoguerra.

La peggiore è l'Italia con il 97% delle famiglie che peggiora.

Solo la Svezia si salva con solo il 20% delle famiglie che ha un peggioramento del proprio reddito disponibile.

La Svezia si salva grazie alle politiche sociali.

Ecco perché in Italia è indispensabile un reddito di cittadinanza.


sabato, agosto 13, 2016

ITALIA CRESCITA ZERO, IN DEFLAZIONE E CON NUOVO RECORD DEL DEBITO PUBBLICO

Il Pil dell'Italia è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente.

Su anno il Pil cresce solo dello 0,7% nettamente meno della crescita del Pil degli altri Paesi (chi fa peggio cresce del'1,2%) e soprattutto meno delle previsioni: http://www.istat.it/it/archivio/189844.

L'talia rimane in deflazione (è da febbraio che i prezzi scendono): http://www.istat.it/it/archivio/189794.

Il debito intanto sale a 2.448,8 miliardi e fa segnare un nuovo record.


giovedì, giugno 30, 2016

FTSE MIB: TRACOLLO PER LA BREXIT

A differenza dell'indice inglese Ftse100, che non ha avuto nessun effetto dalla Brexit in questi giorni che lo hanno separato dal voto (http://petsalvatore.blogspot.it/2016/06/ftse100-inglese-la-brexit-non-ha-avuto.html), l'indice italiano ha avuto un vero e proprio tracollo.

5 giorni fa quotava 17950 punti, mentre ieri alla chiusura delle contrattazione il suo valore era inferiore di 200 punti (-8,5%).

In effetti l'Inghilterra uscendo dalla UE potrà avere solo benefici, mentre l'Italia non solo dovrà subire ancora una politica sbagliata di austerità, ma potrebbe anche integrare anche i soldi che l'Inghilterra metteva per la UE.

giovedì, aprile 21, 2016

LE MIGLIORI AZIENDE QUOTATE IN ITALIA PER REPUTAZIONE RAPTRAK

Reputazion Institute ha reso noto le 50 aziende migliori per reputazione reptrak: https://www.reputationinstitute.com/Locations/Italy.aspx.

L'indice misura la fiducia dei consumatori sulla base di sette paramestri

Di seguito quelle in elenco e quotate su borsaitaliana classifica 2015 e 2016:

        2015                                                                          2016

- all' 8°  posto Luxottica;                                           al    3° posto Pirelli (+12)
- al  10° posto De Longhi;                                         all'  8° posto Luxottica (=)
- al  12° posto Brembo;                                             al    9° posto De Longhi (+1)
- al  15° posto Pirelli;                                                al   10° posto Brembo (+2)
- al  16° posto Campari;                                             al  13° posto Coin
- al 18°  posto Enel;                                                  al   18° posto Campari (-2)
- al 21°  posto Pyrsmian;                                           al   20° posto Mediaset (+13)
- al 25°  posto Indesit;                                               al   27° posto Enel (-9)
- al 26°  posto A2A;                                                  al   31° posto Snam (+10)
- al 28°  posto Autogrill;                                            al   32° posto Erg (+6)
- al 30°  posto Fiat;                                                   al   34° posto Unipol (+5)
- al 31°  posto Terna;                                                 al   36° posto A2A (-10)
- al 32°  posto Intesasanpaolo;                                    al   40° posto Intesa (-8)
- al 33°  posto Mediaset;                                            al   41° posto Generali (-7)
- al 34°  posto Generali;                                             al   42° posto Poste Italiane
- al 35°  posto Sanofi;                                               al    44° posto Cattolica Ass. (-4)
- al 36°  posto Banco Popolare;                                  al    47  posto Hera
- al 37°  posto Ubi;                                                   al    48  posto Eni (-1)
- al 38°  posto Erg;                                                   al    50° posto Terna (-19)
- al 39°  posto Unipol;
- al 40°  posto Cattolica Assicurazioni;
- al 41°  posto Snam;
- al 44°  posto Telecom;
- al 46°  posto Unicredit
- al 47°  posto Eni
- al 49°  posto Parmalat