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domenica, gennaio 08, 2017

OGGI VOTANO PER LE PROVINCE MA I CITTADINI NON POSSONO FARLO

Oggi votano per le province che sono diventate enti di secondo livello, ma i cittadini non possono farlo.

Alla fine le Province sono rimaste ma hanno tolto il voto ai cittadini,

Meno male che non ci siamo fatti fregare con il Senato nel referendum costituzionale.

Le province al voto sono 30: Ancona, Ascoli, Belluno, Brescia, Como, Forlì, Frosinone, Grosseto, La Spezia, Latina, Lecco, Livorno, Monza, Novara, Pesaro, Padova, Perugia, Pisa, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Teramo, Terni, Verbano, Verona e Vicenza

In alcune Province è stato rinviato per il maltempo; Isernia, Brindisi, Chieti, Foggia, Isernia, Lecce, Matera, Pescara, Potenze e Taranto.

Gli organi delle Province sono il Presidente, l'Assemblea dei Sindaci e il Consiglio Provinciale.

Il numero dei consiglieri provinciali varia da 10 a 16.

Altre province erano già andate al voto.

venerdì, dicembre 09, 2016

FTSE MIB: DAL REFERENDUM COSTITUZIONALE FA CIRCA +10%,

L'Ftse mib dal referendum costituzionale non solo non crolla, ma fa una performance strepitosa.

In solo cinque giorni il principale indice italiana sfiora il +10%,

Questa è una risposta alla maggior parte dei giornalisti e degli economisti che prevedevano un crollo.

Non è che queste persone volessero influenzare l'esito del voto?

Probabilmente il crollo si sarebbe verificato in caso di vincita del si: http://petsalvatore.blogspot.it/2016/12/referendum-costituzionale-la-borsa-non.html.


lunedì, dicembre 05, 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE: LA BORSA NON CROLLA

Prima del referendum molti giornali anche non finanziari prevedevano il crollo della borsa in caso di vittoria del no al referendum.

Su che base facevano questa previsione non è dato saperlo.

In fondo il referendum lascia le cose come stanno e non peggiora la Costituzione.

Una vittoria del si sarebbe stato, invece, un problema.

Infatti si sarebbe approvata una riforma costituzionale pasticciata, pericolosa e che avrebbe rallentato l'iter delle leggi.

In quel caso l'Italia avrebbe avuto problemi che si sarebbero ripercosso anche sull'economia e, quindi, sulle borse.




martedì, giugno 14, 2016

OGGI MEGA MANIFESTAZIONE A PARIGI

Oggi ci sarà una mega manifestazione a Parigi contro il job act francese.

Alla manifestazione parteciperanno anche sindacati alternativi e di base di altri Paesi che sono riuniti in una rete europea.

Ecco a cosa andranno incontro i francesi se passasse la legge:

•  la liquidazione delle 35 ore di lavoro la settimana
•  di lavorare fino a 12 ore al giorno
•  che i padroni possono licenziare quando vogliono e come vogliono
•  straordinari aumentati soltanto del 10 % (invece del 25 %)
•  che gli apprendisti minori debbano lavorare 10 ore al giorno e 40 ore settimanali
•  che i referendum aziendali, imposti dal ricatto, possano annullare i diritti collettivi.

Altre sono previste il 23 e il 28 giugno.

Qui il nostro precedente articolo sugli scioperi e manifestazioni in Francia: http://petsalvatore.blogspot.it/2016/05/francia-paralizzata-alla-vigilia-degli.html.